TELESCOPI DA GALILEO A OGGI

 

Nel 1609 Galileo Galilei puntò il suo cannocchiale verso il cielo dando inizio alla moderna astronomia. La notizia delle osservazioni di Galileo si diffuse velocemente in Europa. A Praga, Keplero perfezionò il cannocchiale e l’olandese Christian Huygens nel 1655 studiò Saturno, scoprendo la sua più grande luna, Titano.

I primi telescopi erano rifrattori, usavano lenti per raccogliere la luce delle stelle. Le lenti furono poi sostituite dagli specchi. Alla fine del 18° secolo, il più grande riflettore veniva costruito da William Herschel che catalogò migliaia di stelle e nebulose, scoprendo la forma della nostra Via Lattea.

In Irlanda, William Parsons, III conte di Rosse, costruì il più grande telescopio del 19° secolo, detto il “leviatano di Parson” che impiegava uno specchio di 1,8 metri di diametro.

Un secolo fa, sul Monte Wilson in America, George Ellery Hale  realizzò un telescopio da 2,5 m, che anche se più piccolo del Leviatano, presentava caratteristiche di gran lunga migliori. Il telescopio di Monte Wilsonfu un grande apparato che permise di svelare i più reconditi segreti del nostro cosmo. In seguito, Hale realizzò nel 1948 il telescopio di Monte Palomar che con uno specchio di 5 metri ci ha regalato immagini insuperate di pianeti, ammassi di stelle, nebulose e galassie.

Oggi, la tecnologia digitale ha permesso la progettazione di nuovi enormi telescopi.  La cosiddetta ottica attiva ha consentito la realizzazione di specchi enormi e molto leggeri, con cui equipaggiare schiere di telescopi, come quello di Mauna Kea nelle isole Hawaii o il complesso europeo del Very Large Telescope (VLT) sul Cerro Paranal, nel deserto cileno di Atacama.

 

 

 

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